Sui Sibillini a cercare funghi, castagne e fregnacce

Abbiamo parlato tante volte dei Sibillini, ma ogni volta non è mai abbastanza: ad ogni tappa una nuova scoperta, un nuovo produttore che conosciamo e che apprezziamo, ogni volta storie di resistenza e amore per la propria terra.

alba sui sibillini

Stavolta abbiamo scoperto il Bio-Agriturismo La Conca di Smerillo, l’azienda agricola Villa Conti di Amandola e 50.000 bulbi di zafferano, siamo tornati a trovare Giò della Querceta di Marnacchia ed Edgardo del Rifugio Città di Amandola, siamo andati a funghi (con Alberto Mandozzi come guida, visto che per raccogliere i funghi è necessario avere un patentino!) e abbiamo mangiato per la prima volta le “fregnacce“, un piatto della tradizione tipico della città di Amandola!

querceta marnacchia amandola querceta marnacchia 2017 orme

Dopo aver mangiato il prato nel piatto di Mirela al bio agriturismo La Conca di Smerillo, un piatto dai sapori forti ma tutto a base di verdure e formaggi completamente bio, abbiamo dormito ancora una volta tra le morbide lenzuola della country house La querceta di Marmocchia gestita da Giò Galbiati, che da tanti anni accoglie con grande dedizione i suoi ospiti su un cocuzzolo che gode di una vista spettacolare sui Sibillini. Una ne pensa e cento ne fa Giò, che stavolta ci fa svegliare alle 6 per vedere l’alba su un gigantesco campo di zafferano, collocato poco distante dalla Querceta, gestito da Andrea Servili che questi terreni li ha ereditati dai suoi nonni. Tutte queste persone hanno ovviamente avuto danni dal terremoto 2016, ma non si sono arresi. Quest’anno Andrea ha piantato ben 50.000 bulbi di zafferano e noi siamo andati a vedere la prima fioritura: lo zafferano va colto prima che il fiore si apra per evitare che lo stimma prenda umidità e noi abbiamo battuto il campo in cerca del colore viola tipico di questi fiori, importati tanti anni fa dall’Asia minore.

zafferano amandola villa conti miele zafferano villa conti

fiore zafferano amandola zafferano lavorazione

Dopo la visita e un’abbondante colazione alla Querceta, ci spostiamo verso il centro storico di Amandola dove con grande apprezzamento ci rendiamo conto che il museo del paesaggio, che tanto piaceva ai nostri bambini, è stato riallestito nel grande edificio della ex collegiata, restaurato e oggi adibito anche alla conservazione e restauro delle opere d’arte salvate dal sisma.

La colazione alla Querceta di Marmocchia

museo del paesaggio amandola

Museo del paesaggio Amandola

E ora via, si va a mangiare da Giò che ci prepara un ottimo riso con lo zafferano di Andrea: ci rifocilliamo per affrontare la nostra passeggiata col micologo Alberto Mandozzi, che ci aspetta per spiegarci i funghi e le molte varietà che si possono trovare sui monti Sibillini. Non incontriamo neanche un porcino, ma in compenso ci rendiamo conto di quante varietà tossiche esistono e di come sia importante affidarsi ad esperti per la raccolta.

La passeggiata che abbiamo fatto, molto semplice ed adatta a tutti, è un sentiero segnalato sulla strada che sale verso Campolungo di Amandola.

funghi amandola bosco amandola

alberto mandozzi funghi amandola

Ultima tappa per noi il rifugio Città di Amandola nella località Campolungo, di cui abbiamo già parlato nel blog: Edgardo (anzi, la bravissima suocera) ci prepara le famose “fregnacce“, un pasto povero della cucina del recupero condito con cacio e pepe, piatto tipico proprio della tradizione di Amandola, legata nei campi al periodo della trebbiatura.

fregnacce amandola rifugio rifugio città di amandola

Il mio brevissimo giro si è concluso qui, ma quest’anno il progetto Riparti dai Sibillini si è snodato in tre percorsi (via delle erbe, dei borghi, trekking e giro eno-gastronomico) che vi consiglio di scoprire qui:

Riparti dai Sibillini

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