Escursione all’arco di roccia di Fondarca

Pieia è un piccolo borgo di antiche case che sorge a 650 m di altitudine alle pendici del Monte Nerone nel cuore dell’Appennino marchigiano. Da qui parte il sentiero che raggiunge il bellissimo arco naturale di Fondarca.

arco di fondarca

La via più breve per arrivarci è la stretta strada asfaltata che arriva da Pianello, una piccola frazione di Cagli in provincia di Pesaro-Urbino.  Da Pieia parte un sentiero, il numero 20 segnalato all’ingresso del borgo, che porta a Fondarca, un luogo davvero suggestivo: l’imbocco si trova all’ingresso del paese sulla destra.

A Fondarca (circa 800 mt di quota) si arriva in circa 15 minuti di facile ma acciottolato sentiero; a un certo punto vedrete alla vostra sinistra in alto, il grande arco di roccia; salite e attraversatelo. Vi troverete all’interno di un bellissimo anfiteatro di roccia con le pareti alte e ripide. Probabilmente qualche era geologica fa era una grande grotta a cui è crollato il soffitto. Viene spesso utilizzata come palestra di speleologia.

Tempo di percorrenza (solo andata): circa 20/25 minuti
Lunghezza: 0,5 km
Difficoltà: E

CONSIGLI UTILI: scarponcini da trekking, acqua e snack proteici

Età consigliata: dai 6/7 anni (bambini abituati a camminare)

Man mano che si risale un ripido ghiaione, in alcuni punti ripido più di altri, l’arco di roccia vi colpirà in tutta la sua bellezza.

Camminerete lungo il sentiero all’interno di un fitto bosco, soprattutto in estate o primavera inoltrata, troverete bellissimi panorami e scorci sulle vette circostanti, sulle creste e sui fenomeni carsici che caratterizzano la zona, il tutto circondati da una natura selvaggia e incontaminata. Lungo il cammino si incontrano i ruderi di una vecchia abitazione e la Grotta delle Nottole (per chi volesse vederla l’accesso è facile, magari portandovi una torcia, all’interno vivono tritoni e salamandre).

In anni relativamente recenti sono stati ritrovati utensili risalenti all’età del bronzo ora esposti al Museo di Cagli.

Arrivati all’arco di roccia si entra in quella che un tempo era una vasta caverna, di cui anticamente crollò il “soffitto”. La genesi dell’arco adesso è chiara: si tratta di ciò che è rimasto di una parete della caverna stessa, trasformata in seguito a crolli e a processi erosivi. Tutta la zona del resto è piena di spaccature, ripari sotto roccia e caverne grandi e piccole, scavate da vari fenomeni naturali.

Attraverso il fondo della ex caverna, riempito da una grande massa di frammenti rocciosi, si può uscire per uno stretto passaggio dalla parete opposta in una forra che si estende dall’altra parte. Il panorama anche qui è selvaggio e di notevole bellezza.

Buona scoperta!